Il mistero del calzino spaiato

C’è una questione grave che non riesco mai a risolvere, è il mistero del calzino scomparso.
Per quanto mi impegni, e giuro lo faccio veramente, spesso e volentieri mi ritrovo con i calzini spaiati.
Non ho ancora scoperto come questo succeda, se scompaia in lavatrice, si nasconde nel cassetto oppure se lo mangia la tartaruga. Il fatto è che il conto non torna mai.
Il calzino fuggitivo a volte ritorna, quando ormai avevo perso le speranze e subito ne sparisce un altro. Forse giocano tutti quanti a nascondino e ovviamente a qualcuno tocca cuccare. E’ un problema diffuso, ed è uno dei misteri più misteriosamente misteriosi che inquietano il genere umano.
Ceste di calzini spaiati che, dico io, dicono tutti, pure se fossero andati a finire sotto il letto, dietro i mobili, in un altro bucato, dentro a una scarpa, prima o poi uscirebbero fuori e si riappaierebbero, e invece no: il secondo calzino scompare inghiottito da qualche entità astrale, scompare nel buco dell’ozono....e tentare di interrogare i miei animali domestici ?…magari ne sanno più di quanto possa immaginare.
Qualcuno dice che, lavati in bucati diversi, magari si tingono e uno non li riconosce più come coppia: niente di più falso. I calzini spaiati hanno fogge completamente diversi, e non credo che il bucato cambi loro anche la trama del tessuto, il modello e il disegno.
L’unica soluzione che ho trovato sarebbe quella di comprare tutti i calzini uguali, ma tutti tutti. Così non sarebbero più spaiati, solo ogni tanto qualcuno rimarrebbe da solo, per un po’ di tempo, ma almeno la mattina non impazzirei a vestirmi...

...ma il mistero non sarebbe comunque risolto.

giovedì 19 maggio 2011

Laboratorio....il gIoCo deL cloWn: il FiAsCo - 4 e 5 Giugno a Ragusa
























L a b o r a t o r i o - il gIoCo deL cloWn: il FiAsCo

Sabato 4 e Domenica 5 Giugno ’11; ore 9.30 – 18.30

Tutti sono comici per natura, l’importante è accettare i propri difetti, le proprie insicurezze e farne la propria forza. Non bisogna sentirsi ridicoli, imbarazzati, stupidi, pasticcioni bensì "comici." 
Questi difetti sono gli elementi che ci portano e ci guidano nella ricerca del clown che è dentro di noi.
via Entella ex-parrocchia S.Giuseppe artigiano Ragusa – Vestiti comodi, calze e materassino

Aperto a  max 30 curiosi di  esplorare la propria follia e determinati a condividere il proprio delirio con altri.  Costo € 25
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Concluderemo con una Battaglia di Cuscini - domenica 5 giugno in piazza torre a Marina di Ragusa ore 18.30…aperta a tutti ;D Per una rianimazione gioiosa e ridicola del nostro centro, per riqualificare l’essere umano come singola persona, non più come solo un numero in mezzo a tanti
Usciamo dalle masse!!! Portate i cuscini morbidosi da casa, (i pigiami sono i benvenuti).                      

Conduce SILVIA PASQUETTI  (Dott.ssa SOTTOSOPRA)
Master physical Theatre ( London);
Clown Dottore (Federazione Internazionale Ridere per Vivere);
Op. di arti circensi (Univ. Tor Vergata, Roma).

Info e prenotazioni: 335 1362853

giovedì 21 aprile 2011

15 Maggio - MuSiCa e CoRpO: Laboratorio sulla linea dell'Orff-Schulwerk

MuSiCa e CoRpO :

Laboratorio sulla linea  dell'Orff-Schulwerk

Un'idea pedagogica semplice...

La musica si impara facendola e non astraendola, bisogna viverla fisicamente ed emotivamente, così che essa contribuisca alla nostra crescita come individui, attraverso una esperienza creativa che coinvolga tutto ciò che ad essa può essere inerente: il gioco, il movimento del corpo, la danza, la drammatizzazione e il canto.

Per partecipare non è necessario essere musicisti o ballerini ma trovarsi solo in questa frase...

“Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era in lui e del quale avrà sempre bisogno…
”Pablo Neruda

Domenica 15 Maggio 2011; ore 16.30 -19.30     

Alla Tchi-Tchiao - via ioppolo 17, Ragusa Ibla (con possibilità di spostarci in spazi aperti)

Abbigliamento comodo, calze antiscivolo

Info e prenotazioni: 3351362853 - www.ciridiamosu.blogspot.com - ciridiamosu@gmail.com

Conducono:  Giuseppe Zuccarello e Lara Diliberto                                     

Max 30 partecipanti   € 5

mercoledì 6 aprile 2011

Dolore e pianto liberatorio



Che cos' è il dolore
Sembra una domanda antica quanto il mondo , ma se solo provassimo a rispondere quell' insieme di sensazioni a volte angosciose , a volte di commozione, sarebbero in gran parte alleggerite. Abbiamo mai pensato di partire dal nostro modo di parlare come primo passo per sentirci meglio? Se provassimo a sostituire solo qualche parola del nostro linguaggio con altri termini meno limitanti, meno racchiusi in schemi mentali, parte del lavoro su noi stessi sarebbe già fatto. 
Ad esempio sostituire "accettare" con "accogliere", perchè accettare ha già di per sè il tono negativo di qualcosa a cui siamo costretti, mentre "accogliere" lo si può immaginare come il gesto dell' abbraccio, un distendere le braccia che tutto abbracciano, bello e brutto, gioia e tristezza. Sostiture "ora" con "adesso", perchè "ora" è qualcosa di troppo ristretto che si volge unicamente al momento in cui lo stiamo pronunciando, mentre "adesso" allarga il campo visivo e sensoriale e vive non solo del presente , ma anche del passato e del futuro : tutto è adesso. E adesso diventa l' infinito. Sostituire "decidere" con "scegliere", perchè decidere è ancora qualcosa che implica costrizione, mentre scegliere è un modo più morbido con il quale presentarci a noi stessi . 
Perchè siamo sempre così tesi per la paura di "cadere" ? Non perchè non siamo in grado di rialzarci, ma semplicemente perchè temiamo che sotto di noi ci sia un burrone, un abisso senza fondo e senza luce . E se provassimo a lasciarci cadere, che cosa accadrebbe? Saremmo "finiti"? No...staremmo solo iniziando a conoscerci , cominceremmo a danzare, ad essere leggeri, scopriremmo che non c' è nessun burrone e nessun abisso : ci siamo solo noi stessi . Ed è da qui che ha origine la tanto ricercata serenità : da noi stessi, che abbiamo insite tutte le risorse e le capacità che ci occorrono. 
Perfino per esprimere il dolore fisico sono state create delle scale di valutazione che partono dalle nostre parole, dalle nostre frasi comuni : ad esempio , per verbalizzare il dolore puntorio utilizziamo il vocabolo "fitta" o "puntura" . Il dolore oltre ad essere definito, può anche essere quantificato e qualificato, basti pensare che alcuni medici italiani , De Benedittis, Pieri, Corli, Nobili e Massei, hanno elaborato un "Questionario Italiano del Dolore" che si basa su espressioni d' uso corrente in italiano e suddiviso in 4 classi : una classe sensoriale,una classe affettiva a sua volta suddivisa nelle sottoclassi "tensione,paura e impatto emotivo negativo", una classe valutativa e una classe miscellanea con le due sottoclassi "sensoriale valutativa" e "sensoriale affettivo-valutativa" . 
Abbiamo mai provato a osservare allo specchio il nostro volto durante un pianto o una risata e a percepirne le modificazioni esterne ? C'è da sapere che il pianto e la risata sono molto simili, entrambi possono rievocare impressioni infantili e sono utilizzati in specifiche tecniche terapeutiche catartiche , al fine di liberare la persona da intense cariche emotive . Si tratta di terapie corporee nelle quali si induce il pianto in un soggetto o "la risata che stringe la pancia fino alle lacrime", tipica dei bambini . 
Il pianto potrà essere inizialmente un pianto "asciutto" o indotto tramite una sensazione di bruciore agli occhi dovuta al fissare per lungo tempo un punto specifico del muro o del soffitto . Anche il fissare gli occhi di un'altra persona può far scaturire un pianto dovuto a paure infantili di essere scoperti . Un pianto di singulti è quello tipico di quando si è bambini e da grandi è evocatore di situazioni infantili angoscianti . Anche quest' ultimo può essere indotto in psicoterapia mostrando alla persona delle immagini , come quelle di paesaggi , di mari profondi e oceani limpidi . 
L' importanza del pianto liberatorio in psicoterapia è stata trattata da Alexander Lowen , allievo di Reich nell' Analisi Bioenergetica . E' una terapia che incentra le sue basi sulla sinergia corpo-mente, nella visione della persona come essere unitario nella quale ciò che avviene nella mente deve avvenire anche nel corpo, un' identità funzionale tra tensione muscolare e blocco emozionale . La terapia del pianto ha come scopo l'abbandono : abbandonarsi nel mare della vita senza inibizioni, sciogliere quelle tensioni nelle quali imprigioniamo l'anima . Guardare dolcemente i nostri sentimenti senza tentare di controllarli a tutti i costi.
E' un approccio terapeutico che non ha come fine l' induzione del pianto nel paziente per una sola volta o soltanto per la durata del trattamento stesso : è piuttosto un percorso mediante il quale si induce il soggetto a sentire suo questo prezioso strumento naturale che già gli appartiene e liberarlo dai condizionamenti gravosi dell' io narcisistico .

giovedì 10 marzo 2011

Che cos'è l' allegria?



Che cos'è l' allegria?
Una cosa che ti prende all' improvviso, magica e non vorresti che andsse più via.
L' allegria ti fa cantare, gioire poi.....
è come una nuvola che  viene soffiata via dal  vento.
L' allegria? Un attimo, una cosa bella magica, che bisogna prenderla prima che voli via.

giovedì 3 marzo 2011

Spettacolo di Ombre Cinesi “Per uno Sbadiglio” di e con Sebina Inturri - Giovedì Grasso 3 marzo ad Avola



Carissimi,
vi invito a partecipare allo spettacolo di Ombre cinesi "Per uno sbadiglio" di e con Sebina Inturri

La storia di un soldato e di un gufo che con la loro amicizia cambiarono a vicenda i loro destini.

Un racconto che nasce dalla creatività narrativa di un gruppo di bambini e di una narratrice che un giorno hanno deciso di dare seguito alla “Storia di Sbadiglio” di Roberto Piumini.

Lo spettacolo sarà preceduto dal racconto “Storie di calze a righe” che verrà narrato tramite una lanterna magica del 1930.

Alle luci Giuseppe Parentignoti

Giovedì Grasso 3 marzo - Ore 17.30
Piazza Umberto I – Avola (Sr)

Con l'augurio di un buon carnevale.

venerdì 11 febbraio 2011

I non luoghi

Un grande sociologo, M.Augè parla di non -luoghi, intendendo con tale termine tutti quei luoghi che in contrapposizione ai luoghi antropologici, hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici.

Fanno parte dei non-luoghi sia le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli e aeroporti), sia i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi, eccetera. Spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione. I non luoghi sono prodotti della società della Surmodernità, incapace di integrare in sé i luoghi storici confinandoli e banalizzandoli in posizioni limitate e circoscritte alla stregua di "curiosità" o di “oggetti interessanti".
Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita...bhè sono una vera tristezza come triste è sentire e vedere oggi la gente che di domenica esclama "perchè non andiamo a fare un giro al centro commerciale?"
...che assurdità e i vecchi e sani luoghi d' incontro?
le piazze, i giardini, le passegiate in riva al mare dove sono finiti???
Ormai è tutto destinato al consumismo , anche il tempo libero....lo si consuma non lo si vive piu'....stiamo veramente esagerando....Non ci si rende conto che questo sistema ci sta inghiottendo e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi...

giovedì 10 febbraio 2011

26-27 febbraio a Ragusa: Laboratorio introduttivo di arti circensi in ambito educativo e sociale.


E se il Circo
lo facciamo noi ?
Laboratorio introduttivo di arti circensi in ambito educativo e sociale.

Cos'è il circo ? Come si fanno girare tre palline? E come si sta in equilibrio su un filo ? Perché negli ultimi vent'anni si sono moltiplicati i laboratori di arti circensi in ambito educativo e sociale ?

Queste sono alcune delle domande da cui il laboratorio prenderà vita, per passare subito a cercare  delle risposte sperimentando le varie discipline circensi in particolare la giocoleria, l'equilibrismo e l'acrobatica, giocando con il proprio corpo, con i suoi limiti e le sue potenzialità.


E sempre giocando si lavorerà sulla coordinazione, sull'attenzione, sulla concentrazione, ma anche sull'espressività e creatività.

La contestualizzazione nella storia del circo e delle sue applicazioni fuori dal tendone saranno poi utili a riflettere sull'ultima domanda, ovvero su capire quali sono le potenzialità delle varie discipline circensi in ambito educativo e sociale.

Quando: sabato 26 e domenica 27 febbraio 2011;  ore 9.30 – 18.30     Durata: 16 ore
Dove: Sala Prometeo - C.so Italia 103, Ragusa -  Vestiti comodi con calzettoni e materassino
Info e prenotazioni: 3351362853 - www.ciridiamosu.blogspot.com  – ciridiamosu@gmail.com
Conducono: Giuseppe Buggea e Giulia Treccosta di TCH’I  TCH’IAO

Max 25 partecipanti
Partecipazione gratuita con tessera associativa Prometeo di € 25

martedì 8 febbraio 2011

Anche quest'anno si ripresenta 


puntuale il problema SAN VALENTINO!!









               L'ho risolto per voi!












Non ricordiamocene solo il 14 febbraio.....


amiamoci tutto l'anno ;)



martedì 1 febbraio 2011

Giovedì 3 e Venerdì 4 febbraio Convegno "COMICOTERAPIA: GUARIR DAL RIDERE"



La gelotologia ( comicoterapia) in Italia compie vent’anni.

In questo lungo periodo, a partire dal metodo di base “Comicità è Salute”, originale elaborazione di Sonia Fioravanti e Leonardo Spina, applicato per la prima volta nel 1990, fino a giungere all’impegno del sisma dell’Aquila, lo studio e la possibilità di intervento di questa disciplina, e dei suoi operatori Clown Dottori (Clown sociosanitari) fanno del nostro paese una delle avanguardie mondiali in questo campo.

Il convegno si propone di riflettere sull’utilità della nuova figura professionale del Clown Socio-Sanitario, di divulgarne le esperienze, di valorizzare la rete sempre più fitta che si crea tra istituzioni e terzo settore nell’ambito della sperimentazione di nuovi modelli di rimozione del disagio sociale e scolastico e di creazione della comunità.
In questi anni è stata accumulata una grande mole di documenti, foto, video sulle suddette esperienze che meritano di essere mostrati al pubblico come testimonianza di un impegno sociale diverso, basato sulla “distribuzione” di emozioni positive.

Finalità
Il convegno ha come finalità generale il confronto sullo stato dell’umanizzazione dei contesti sociali, con particolare riguardo alle esperienze condotte negli anni dai cosiddetti Clown Dottori.
E’ questa una nuova figura professionale attiva in tutto il mondo a partire dagli anni ’90.
La gelotologia, termine scientifico che racchiude le più comuni espressioni “comicoterapia” o “clownterapia” è un nuovo campo di ricerca che coniuga  arte e scienza nella ricerca della salute  psicofisica e sociale delle persone.
Il Clown Dottore (Clown socio-sanitario) si pone come figura di spicco di questa disciplina ed è impiegato non solo nei contesti ospedalieri pediatrici, ma anche con gli adulti, con la terza età, nei quartieri difficili, nella galassia dell’handicap, nel campo psichiatrico, delle tossicodipendenze ecc…

Obbiettivi specifici :
-          Riflettere sulle strategie più efficaci per la rimozione del disagio sociale, sanitario e scolastico.
-          Disseminare le metodologie della gelotologia.
-          Riflettere sui monitoraggi delle varie esperienze.
-          Riflettere sulle ricadute della gelotologia sulla Comunità.

Gìovedì 3 febbraio ‘11
ore 11.00 – Palazzo della Cultura, Modica   
ore 16.30 – Istituto comprensivo G. Pascoli, Ragusa    

Venerdì 4 febbraio ‘11
ore 10.30 – Camera di Commercio, Ragusa
ore 16.30 – Ordine dei Medici – via G. Nicastro 50 – Ragusa

ore 20.00 – Aperitivo (Clown ;)..Sociale con proiezione del film “CLOWN IN ‘KABUL”  - libreria Saltatempo, via G.B. Odierna 182 - Ragusa

Relatore: Dott. Leonardo Spina Autore, Attore, Gelotologo;
Presidente della Federazione Internazionale !Ridere per Vivere!

Info: 3341860264 – 3294219904  - associazioneprometeo@alice.itwww.ciridiamosu.blogspot.com

4 febbraio - Aperitivo (clown;)...sociale con cineproiezione: CLOWN IN 'KABUL


Venerdì 4 febbraio ‘11 alle 20.00, presso la libreria Saltatempo a Ragusa, l’associazione CI RIDIAMO SU’ presenterà la serata: "Il Clown, un virus che guarisce?"

L'evento prevede la proiezione di "Clown in ‘Kabul", film che documenta la missione di un gruppo di medici e clown dottori a Kabul nel 2002.

Negli ultimi dieci anni, da quando nelle società occidentali si è stabilizzata la figura del clown impiegato nei contesti sociosanitari, le missioni umanitarie tarate sulle possibilità positive dei clown dottori sono state moltissime. 
Tutte hanno in comune il messaggio di pace e di speranza che la figura intrinsecamente disarmata, appunto il clown, è in grado di testimoniare. 

La serata permetterà riflessioni sulle ricadute della comicoterapia sulla comunità.

Introdurrà Leonardo Spina (Dott. Spinotto – attore, autore, gelotologo, – presidente della Federazione Internazionale Ridere per Vivere), clown dottore che ha partecipato alla missione in Afghanistan.

Aperitivo “clown” sociale, film e riflessioni condivise : € 3 
(a sostegno delle attività socio-sanitarie dell’associazione CI RIDIAMO SU’ ww.ciridiamosu.blogspot.com)   

CLOWN IN ‘KABUL
Il film documenta un gruppo di Clown provenienti da varie associazioni attive negli ospedali in missione umanitaria nell’Afghanistan distrutto dai bombardamenti. Guidati dal capo spirituale Hunter “Patch” Adams e investiti in maniera ufficiale dal sindaco di Roma Walter Veltroni, i 23 clown dottori provenienti da tutto il mondo partono alla volta di Kabul. La missione “Patchwork for Peace” consiste nel portare aiuti umanitari (cibo, materiale didattico, medicinali) e un sorriso ai bambini afgani.

Il film comincia da Roma, ideale punto di partenza e di arrivo di tutte le strade. In una piazza del Campidoglio variopinta e divertita dal diversivo domenicale di un gruppo di clown che invade la città col suo umorismo ingenuo e irriverente. 
La sequenza che segue è già guerra, quella vista in tanti film, da Kubrick a Coppola, con gli spostamenti su aerei ed elicotteri pesanti e minacciosi. Eppure una volta tanto il C-130 porta un carico di pace e di buon umore, un carico di bombe umane pronte a far esplodere un sorriso su volti impietriti e abituati alla tristezza. Il film segue i clown, le loro intemperanze fisiche, i loro disordinati numeri, senza commento, basando il racconto sulla sola forza delle immagini. Il punto di vista è quello di chi si lascia coinvolgere nell’azione piuttosto che discostarsi a guardare e/o giudicare dall’alto, la macchina da presa è sempre pronta a reagire di fronte alle sconnessioni fisiche e psicologiche di un territorio martoriato.

I clown sono allegri, rumorosi, colorati, ma il primo impatto con la realtà degli ospedali pediatrici afgani è molto duro. Alla fine della prima giornata sui loro volti è dipinto lo sgomento per quello a cui hanno assistito. Tutto ciò, per loro, è comunque uno stimolo per continuare i loro interventi. 
Nel loro viaggio a bordo di un furgoncino dipinto con colori vivaci e coperto di palloncini, visitano ospedali, centri di riabilitazione per mutilati, scuole, campi profughi, lebbrosari, oltre che nei mercati, nelle strade polverose, fra le macerie. Kabul è solo la loro prima tappa, cui seguiranno le valli del Panshir, roccaforte di Massud e dei suoi mujhaidin, e a Bamyan, tra le rovine dei Budda distrutti dai Talebani, incontrando personaggi attivi nel volontariato (tra i quali, ad esempio, il medico fondatore dell’associazione “Emergency” Gino Strada) e improvvisando spettacoli di clownerie ovunque ci sia anche un piccolo gruppo di persone a cui donare un po’ di colore e calore umano.
Con un linguaggio concreto, a tratti crudo e poetico assieme, le immagini restituiscono le forti emozioni prodotte dall’impatto dei clown in una realtà difficile come quella dell’Afghanistan.
I colori dei clown contrastano violentemente con le atmosfere monocrome del paese asiatico, ma paradossalmente, ne rappresentano il completamento necessario.
I volti e le voci dei piccoli afghani, delle loro madri e dei loro parenti offrono allo spettatore emozioni e materiale di riflessione straordinario.
Risulta evidente la contraddizione insanabile tra il desiderio di pace e gioia delle persone comuni e gli strascichi della guerra, le ferite, le mutilazioni, le mine, il degrado umano.
La leggerezza del clown viene compresa, accettata e condivisa con gioia non solo dai bambini e ne risulta esaltata questa figura solo apparentemente comica, dotata in realtà della giusta umanità per proporre una nuova forma di “diplomazia”: emissari di pace, gioia, speranza.
Sono state girate 180 ore di documentazione da cui è stato tratto il film presentato fuori concorso, alla 59° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove è stato accolto da un grandissimo successo di pubblico e di critica
REGIA: Enzo Balestrieri, Stefano Moser
SCENEGGIATURA: Enzo Balestrieri, Stefano Moser
ATTORI: Patch Adams
FOTOGRAFIA: Stefano Moser
MONTAGGIO: Roberto Ciani, Leonida Gennaro
MUSICHE: Nicola Piovani, Pasquale Filastò
PRODUZIONE: STAR EDIZIONI CINEMATOGRAFICHE - TELE + - FILM UNIT '80
DISTRIBUZIONE: MIKADO
PAESE: Italia 2002
DURATA: 72 Min
FORMATO: Colore BETA DIGITAL

giovedì 20 gennaio 2011

COMICITA’ E’ SALUTE ® - La Scintilla del Cambiamento (laboratorio esperienziale): 5 e 6 Febbraio '11 - Ragusa

Il  metodo “COMICITA’ E’ SALUTE ®”, applicato da LEONARDO SPINA e SONIA FIORAVANTI fin dal 1990, è l’articolazione della Gelotologia, la disciplina che studia ed applica le potenzialità del ridere e delle emozioni positive in funzioni di terapia, prevenzione, riabilitazione, formazione.

COMICITA’ E’ SALUTE ®” è un efficace mix di tecniche psicologiche e teatrali, basato su solidi presupposti scientifico-antropologici. Esso si sviluppa mediante un laboratorio teorico pratico.
La parte teorica è costituita da elementi di psicofisiologia del ridere ed antropologia del comico.
La parte pratica è costituita da tre percorsi: il primo mette in gioco il corpo in esercizi di fiducia, contatto, ascolto empatico, espressività. Il secondo mette in moto la mente, al fine di attivare un ragionamento altro, il pensiero laterale, mediante la scrittura umoristica. Il terzo  coinvolge il profondo della persona mediante visualizzazioni guidate alla ricerca della parte gioiosa, fanciulla che ognuno di noi nasconde e/o reprime.

Quando: sabato 5 e domenica 6 febbraio 2011;  ore 9.30 – 18.30     Durata: 16 ore                                                

Dove: Sala Prometeo - C.so Italia 103, Ragusa -  Vestiti comodi con calzettoni e materassino

Info e prenotazioni: 3294219904 – 3393013602  

Costo: 20€ (con tessera AVS)  Aperto a tutti – max 30 partecipanti 

Il laboratorio è condotto da dott. LEONARDO SPINA
Attore, Autore e Gelotologo - Presidente Federazione Internazionale Ridere per Vivere

Altre info:....................................................................................................
Nel nostro quotidiano, stretti tra gli avvenimenti tragici del mondo ed i nostri piccoli grandi guai, a volte perdiamo di vista le (non poche) cose che fanno della vita un'esperienza degna di essere vissuta. 
Stress, tristezza, depressione, possono portarci dritti alla malattia, come la scienza ha ampiamente dimostrato. 
Come è possibile invertire questa tendenza? 
C'è un modo semplice, dentro di noi: la riscoperta di quello che gli antichi sapevano perfettamente: 
“ UN CUORE GIOCOSO FA BENE COME UN FARMACO", si legge nella Bibbia. 
"CHI HA IL CORAGGIO DI RIDERE E' PADRONE DEL MONDO" asseriva Giacomo Leopardi. 

Si tratta di opporre il riso alla sciagura: rigenerare corpo e mente con l'esercizio del ridere: le ultime scoperte della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) si accordano con gli antichi miti e testi. 
“CHI E' MUSONE, TRISTE E DEPRESSO NON RIESCE A TENER LONTANE LE MALATTIE“ suggerisce Susumo Tonegawa premio Nobel per la medicina. 
Con questo metodo, ormai sperimentato dal 1990, con persone di ogni tipologia, è possibile imparare ad assumere una forma mentale nuova, che ci consenta di guardare la realtà da altri punti di vista, per primo quello umoristico. 
Quando ridiamo, avviene dentro di noi un profondo cambiamento psico-fisico: se ne giova l'intero organismo, il nostro io profondo,l'idea stessa che abbiamo della realtà ; e quando tali cambiamenti diventano stabili, si giunge ad una sorta di sorriso interiore che noi avvertiremo come serenità e benessere e gli altri come disponibilità ed amore. 

"RIDI E SAPRAI DI PIU' SU TE STESSO", conferma il poeta latino Marziale. 

Con COMICITA' E' SALUTE ti proponiamo una esperienza unica in Italia, frutto di ricerche decennali che spaziano su campi assai vari: dalla psicologia all' antropologia culturale, dalla scrittura umoristica alla comicità ed all' espressività del corpo, fino alla pratica delle visualizzazioni guidate. Il metodo è composto di cinque parti, continuamente alternate tra loro.

Per quanto riguarda la prima si approfondisce la psicologia dell'umorismo, da Freud fino alla teoria della comunicazione, per approdare alla PNEI. 
Per un altro verso partendo dal Mito e giungendo fino ai nostri giorni, si evidenzia l'enorme spessore che il ridere ha nella cultura umana. 
La parte pratica del laboratorio mette le persone direttamente in gioco, per tentare di superare rigidità, schemi mentali e sociali: un primo percorso vede in gioco il corpo, principale veicolo di comicità, con semplici esercizi-gioco, tesi a far lievitare le possibilità'espressive e comiche dei partecipanti. 
Un ulteriore percorso prevede di usare l'umorismo verbale per lavorare sulla mente, attraverso lo scompaginamento dei consueti binari del linguaggio,: si impara così a costruire giochi di parole, barzellete ecc… 

L'ultima parte è un viaggio interiore alla ricerca della componente bambina che tutti possediamo, ed avviene tramite visualizzazioni guidate, per ricongiungerci alla parte di noi che detiene le energie più genuine, quella dell'intuizione, dell'istintività, del gioco, del riso, appunto. 

sabato 8 gennaio 2011

22 - 23 Gennaio '11: RIDI CHE TI PASSA workshop di clowntherapy...a Siracusa

Ciao a Tutti =)
Street Children Onlus organizza il 22-23 Gennaio 2011 a Siracusa per il terzo anno consecutivo un corso intensivo esperienziale sulla terapia del sorriso: "Ridi che ti Passa"!!!

Questi work-shop vogliono far conoscere la clown-therapy agli operatori del sociale e a tutte le persone vogliono scoprire il proprio sorriso interiore per donarlo agli altri e vogliono diffondere a tutti una cultura del sorriso in alterna...tiva alla esasperazione della sofferenza e della malattia, per affrontare in maniera positiva i momenti di disagio Siamo certi che ridere e il buonumore sono una via per comunicare con gli altri in modo positivo, creativo, pacifico e costruttivo.

I work-shop sono aperti a tutti e particolarmente indicati a chi desidera rinnovare le proprie forme di comunicazione trovandosi quotidianamente a operare con gli altri: volontari, operatori di comunità, assistenti sociali, insegnanti, educatori, genitori...

Nel corso vengono usate tecniche di musicoterapia, meditazioni attive e sociali, danzaterapia, clownerie, improvvisazione teatrale, giochi di ruolo per facilitare il lavoro di gruppo e su se stessi per stabilire un contatto con il proprio essere interiore e scoprire nuovi modi di comunicare e confrontarsi con gli altri.
Maggiori informazioni sul sito www.streetchildren.it

Il corso si terrà a Siracusa, presso il centro Pio la Torre in p.zza Santa Lucia n°24, con i seguenti orari:
22 Gennaio 9.30 - 18.30
23 Gennaio 9.30 - 18.30

Per partecipare è necessario scaricare e compilare la scheda di partecipazione che trovi sul sito
www.streetchildren.it e inviarcela via e-mail. Per informazioni 392.6225084

Questo corso è parte introduttiva e fondamentale per chi vuole diventare volontario clown a Siracusa con Street Children: per tutti gli aspiranti volontari il corso proseguirà anche con i successivi incontri =)

venerdì 7 gennaio 2011

"una volta avevo un bel paio di pattini a rotelle..."


-"....sento che se mi fidassi di qualcuno il cuore mi si spezzerebbe di nuovo!!!"

>"una volta avevo un bel paio di pattini a rotelle e pensavo che se li avessi messi li avrei rotti cosi li ho tenuti nella scatola e sa cosa è successo?"
-"no!"
>"i piedi sono cresciuti e non li ho mai usati fuori nel parco, li ho messi solo un paio di volte in camera mia!"
-"il cuore di una persona e i suoi sentimenti non sono pattini a rotelle!"
>"io non sono del suo parere, se uno il cuore non lo usa che differenza fa se si rompe? se uno se lo tiene per sè forse fa la fine dei miei pattini a rotelle, quando uno si decide ad usarli è troppo tardi, bisogna correre il rischio...non c'è niente da perdere".




[Mamma Ho Perso L'aereo]



sabato 25 dicembre 2010

Regalo di Natale




e se cambiassimo prospettiva?
Non siamo soli.
Se mostrassimo maggiormente i nostri limiti, le debolezze, scopriremmo un mondo fatto d’Amore non solo di sfide…
Lo so, è un rischio, ma senza rischi la Vita che sapore ha?
Oggi facciamo il gioco degli “specchi”
…Guardiamo negli occhi altrui il nostro mondo…
Giochi con me? Cosa vedi?


(da un Mondo a parte)

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale !

Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei rinchiuso in un sorriso di chi non sorride mai.

26 Dicembre ore 20.30 Teatro Garibaldi di Modica: "Thank you mr Down" della "Compagnia Bagnati di Luna


L'associazione culturale Neonteatro e L' Associazione Italiana Persone Down, sezione di Catania, il 23 dicembre presenteranno al Teatro comunale “Garibaldi” di Piazza Armerina, lo spettacolo "Thank you mr Down" della "Compagnia Bagnati di Luna"; rappresentazione teatrale della compagnia formata da persone down per la regia di Monica Felloni e la direzione artistica di Piero Ristagno.
L'evento celebra i 10 anni di vita della sopracitata compagnia e la lunga esperienza acquisita e riconosciuta nell'ambito del Teatro delle diversità.
In particolare nell’opera “Thank you Mr. Down” la diversità viene considerata come qualità che differenzia una persona da un’altra e non come discriminante; diversità come risorsa della persona cosi com’è. Il Teatro è il luogo naturale in cui le diversità possono incontrarsi, interagire e riconoscersi come valore. La persona down è portatrice di un valore umano, che nel Teatro diventa valore artistico e risorsa sociale. Mettere al centro di questo percorso di ricerca, scoperta e sperimentazione, la persona con sindrome di down, significa esaltare l’essenza stessa del teatro, cioè l’essere umano, che in ogni sua forma e condizione può sperimentare sulla scena la massima espressione di se.
“Bagnati di luna”, compagnia teatrale nata nel 2000 sulla base di un progetto di laboratorio permanente ed organizzato dalla sezione di Catania dell’Associazione Italiana Persone Down, in collaborazione con gli artisti dell’Associazione Culturale Neon di Catania.
Nella penombra del palcoscenico, sapientemente ricreata, i protagonisti indiscussi sono loro, i giovani down, attori perfettamente immersi nell’immagine, diventano immagine stessa con il loro linguaggio semplice ma straordinariamente espressivo, con gesti e movenze accattivanti nella libertà dello spazio creativo loro concesso.


Lo spettacolo, programmato alle 20,30 (ingresso libero)
il 23 dicembre a Piazza Armerina
il 26 a Modica presso il Teatro Garibaldi,
il 28 ad Adrano presso il Teatro Bellini.

mercoledì 17 novembre 2010

18-19 dicembre: Laboratorio introduttivo alla figura del Clown Sociale


Assistiamo da diversi anni ad un forte ritorno della figura del clown nell’immaginario collettivo.
Se da una parte questa sua diffusione nei contesti più differenti reca con sé aspetti indiscutibilmente positivi, come, ad esempio,la rinnovata valorizzazione delle emozioni e delle relazioni nel complesso mondo della cura; dall’altra richiama l’attenzione sull’importanza di una formazione adeguata, di un’indispensabile preparazione e di una ricerca continua che il clown fa su di sé in termini di ascolto e consapevolezza.

Questo laboratorio vorrebbe rappresentare una seria introduzione alla stupidità del clown, alla sua ingenuità e alla sua semplicità, proponendo un lavoro che è anzitutto un’occasione di incontro col proprio mondo interiore,prima di intervenire come soggetti attivi nelle relazioni con gli altri. L’ingenuità del clown ci stupisce e lo stupore rinnova costantemente la disponibilità all’ascolto.
Il naso rosso diventa un strumento di scambio ed una grande possibilità di apertura nei rapporti sociali.

L’obiettivo è quello di condurre i partecipanti alla scoperta delle potenzialità relazionali e comunicative del clown nell’ambito della propria vita quotidiana ancor di più quando interviene in situazioni di disagio socio-sanitario.
Il clown, infatti, per la forza espressiva ed umana che porta con sé e per la leggerezza che lo contraddistingue, è un grandissimo comunicatore e può rivelarsi un ottimo tramite nelle relazioni di aiuto: la sua grande disponibilità all’ascolto spinge le persone ad aprirsi, il suo invito alla leggerezza le predispone a vivere con serenità momenti di gioco e sospensione.

Destinatari: Il corso si rivolge ad educatori, animatori, psicologi, operatori in ambito socio-pedagogico e socio-sanitario, formatori, arte-terapeuti ed a tutti i curiosi coloro che vorrebbero approcciarsi al mondo del Clown e alle sue potenzialità in termini relazionali e comunicativi.
Questo percorso può rappresentare un significativo arricchimento metodologico, ampliando la gamma di strumenti da utilizzare nella pratica lavorativa quotidiana.

Temi trattati:
Ridere dentro per ridere fuori: risveglia il clown interiore !!!
Esercizi di mimica e mimesi
Tecniche di Bioenergetica
Come diffondere un sorriso per vivere in positivo le situazioni di disagio
La risata contagiosa: effetti fisiologici e psicologici del ridere
Esercizi di gruppo di Danzaterapia per una interazione non verbale con gli altri
Consapevolezza delle emozioni: meditazione e volontariato e far ridere il proprio corpo
La Musicoterapia per un approccio dolce con i bambini e i diversamente abili
Giochi di ruolo e di fiducia
L'uso di tecniche di improvvisazione teatrale e drammatizzazione per una consapevolezza emozionale
Portare un sorriso nelle situazioni critiche: accogliere la sofferenza e trasformarla in solidarietà e amore
Le emozioni positive e il loro effetto sull'organismo
Interagire con il linguaggio non verbale in situazioni disagiate
Meditazioni dinamiche, sociali e body-work
L'allegria e l'approccio positivo alla vita come metodo di interazione sociale

Quando: Sabato 18 e Domenica 19 dicembre ’10 ore 9.30 – 18.30
Dove: Sala Prometeo - corso Italia 103/109 (accanto al Banco di Sicilia) – Ragusa
Vestiti comodi con calzettoni e materassino
Conducono LEONARDO RIDI e CHIARA CARDONA di STREET CHILDREN ONLUS
Prenotazioni: 3294219904 - 3393013602
Info: ciridiamosu@gmail.com - www.ciridiamosu.blogspot.com

Partecipazione: con tessera associativa € 20

giovedì 4 novembre 2010

Il grido della natura

Nell’ambito delle certificazioni e dei sistemi di gestione, si nota una maggiore sensibilità per quanto concerne la sicurezza sul lavoro e la salute dei lavoratori, rispetto alla ricerca e l’attuazione di sistemi atti a ridurre l’impatto antropico sull’ambiente. In parole povere hanno maggiore spazio sistemi volti ad assicurare una maggiore sicurezza ai lavoratori rispetto a quelli volti ad assicurare maggiore rispetto verso l’ambiente. Nulla di sbagliato nel devolvere energia, anche economica, per migliorare le condizioni di lavoro, dal punto di vista della sicurezza e della qualità di vita. In effetti, a richiedere tale attenzione è l’uomo, lamentandosi, contestando, aggregandosi in organizzazioni (sindacati) volti a manifestare un disagio e a proporre nuove soluzioni per una migliore qualità del lavoro. Quindi, voci, grida, segnali ben chiari e comprensibili per chi sta dall’altra parte, il mondo degli imprenditori, dei grandi gruppi quotati in borsa composti anch’essi da persone che possono recepire il messaggio e rispondere di conseguenza. 
Un messaggio che da parte dell’ambiente arriva non direttamente, non tramite manifestazioni di piazza, ne con lettere o raccomandate di lamentela, non con minacce di sciopero o altro. L’ambiente si manifesta tramite catastrofi naturali, la scomparsa delle mezze stagioni, terremoti, alluvioni, tornadi e uragani in zone mai colpite prima da eventi di tal entità.


L’uomo, purtroppo, agisce, nella maggior parte dei casi, per interesse (strettamente economico) oppure se posto sotto pressione e obbligato a intervenire e a fornire delle risposte. Questo funziona nella relazione uomo-uomo, ma nel caso di uomo-ambiente manca la voce di una delle parti, o meglio, manca il traduttore… l’Ambiente, la Natura parlano, comunicano, si esprimono ed esprimono il loro disagio… il problema sta nell’ignoranza dell’uomo, nel non conoscere la lingua dalla natura. Ignoranza, perchè dovrebbe essere una conoscenza acquisita, che l’uomo dovrebbe avere, o meglio dovrebbe ricordare dall’antichità, dall’età preistorica, era nella quale l’uomo parlava ancora con la natura.