Il mistero del calzino spaiato

C’è una questione grave che non riesco mai a risolvere, è il mistero del calzino scomparso.
Per quanto mi impegni, e giuro lo faccio veramente, spesso e volentieri mi ritrovo con i calzini spaiati.
Non ho ancora scoperto come questo succeda, se scompaia in lavatrice, si nasconde nel cassetto oppure se lo mangia la tartaruga. Il fatto è che il conto non torna mai.
Il calzino fuggitivo a volte ritorna, quando ormai avevo perso le speranze e subito ne sparisce un altro. Forse giocano tutti quanti a nascondino e ovviamente a qualcuno tocca cuccare. E’ un problema diffuso, ed è uno dei misteri più misteriosamente misteriosi che inquietano il genere umano.
Ceste di calzini spaiati che, dico io, dicono tutti, pure se fossero andati a finire sotto il letto, dietro i mobili, in un altro bucato, dentro a una scarpa, prima o poi uscirebbero fuori e si riappaierebbero, e invece no: il secondo calzino scompare inghiottito da qualche entità astrale, scompare nel buco dell’ozono....e tentare di interrogare i miei animali domestici ?…magari ne sanno più di quanto possa immaginare.
Qualcuno dice che, lavati in bucati diversi, magari si tingono e uno non li riconosce più come coppia: niente di più falso. I calzini spaiati hanno fogge completamente diversi, e non credo che il bucato cambi loro anche la trama del tessuto, il modello e il disegno.
L’unica soluzione che ho trovato sarebbe quella di comprare tutti i calzini uguali, ma tutti tutti. Così non sarebbero più spaiati, solo ogni tanto qualcuno rimarrebbe da solo, per un po’ di tempo, ma almeno la mattina non impazzirei a vestirmi...

...ma il mistero non sarebbe comunque risolto.

mercoledì 20 ottobre 2010

I desideri dei bambini












Ricevono giocattoli sempre più costosi, ma a farli davvero felici sono cose che non si possono comprare
Noi pensiamo sempre a regalare giocattoli, abiti, libri, automobiline e videogiochi. Loro desiderano tutto ciò che non si può comprare: il nostro tempo, la serenità della famiglia, l’affetto delle persone che sono accanto, la possibilità di fare nuove scoperte o di provare nuove emozioni.. 

Dalla ricerca condotta, a livello nazionale, sono stati intervistati 1.100 bambini tra i 3 e gli 11 anni , è emerso che spesso il giocattolo, dalle dimensioni sempre più gigantesche e status symbol della famiglia, è uno strumento utilizzato in modo inconscio dai genitori per abbattere il proprio sensi di colpa per la non presenza, una sorta di compensazione. E’ così che viene percepito dai figli, che vedono nel giocatolo il segno tangibile di una presenza tanto desiderata.

A fronte di peluche ciondolanti dagli scaffali, sofisticate macchinine radiocomandate, videogames accantonati in ogni angolo, i bambini intervistati dichiarano di essere veramente felici quando corrono, stanno in compagnia dei nonni e dei cugini o passeggiano nel bosco “a cercare il lupo” in un fantastico gioco con i genitori. “L’indagine rivela che le “cose” più ambite nella fascia d'età tra i quattro e i cinque anni sono palloncini, caramelle, cioccolatini, pacchetti di figurine, biciclette e tricicli, pattini, matite colorate. Ma nella scatola dei sogni, i veri doni, quelli che riempiono le pagine dei diari segreti, dei temi in classe, dei racconti sussurrati alle orecchie degli amici del cuore sono: “quando vado a sciare”, “quando ho dormito due o tre volte dalla mia nonna”, “quando siamo andati a teatro”, “quando ho visto l'albero di Natale”, “quando dormo con il delfino di stoffa”. L' oggetto del desiderio è sempre più magico, raro e soprattutto il costo è accessibile a tutti.

Non costa quindi proprio nulla regalare ai nostri figli quello che desiderano di più: tempo da trascorrere insieme. Perché – riflettiamoci – essere insieme in casa, nello stesso momento, non significa davvero stare insieme. La condivisione di emozioni con i nostri piccoli passa attraverso uno scambio di parole, di sentimenti e di esperienze. Passa attraverso la vicinanza emotiva. Allora, la sera, proviamo a spegnere la televisione e sfogliamo un libro illustrato con i nostri figli, soffermandoci su immagini e descrizioni. Leggiamo loro una favola, tenendoli in braccio, con la luce un po’ soffusa. Guardiamo la pioggia che cade dalla finestra, anche senza parlare. Nel fine settimana, passiamo del tempo con loro. Adesso che il clima è mite, scopriamo insieme ai nostri figli, il rumore delle foglie mosse dal vento in un bosco, lo scroscio di un ruscello, sentiamo la consistenza della corteccia degli alberi. E chissà che non siano questi momenti, semplici e preziosi, a costituire il regalo più ambito, così raro e magico, per i nostri bambini.


Matteo De Matteis

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