Il mistero del calzino spaiato
C’è una questione grave che non riesco mai a risolvere, è il mistero del calzino scomparso.
Per quanto mi impegni, e giuro lo faccio veramente, spesso e volentieri mi ritrovo con i calzini spaiati.
Non ho ancora scoperto come questo succeda, se scompaia in lavatrice, si nasconde nel cassetto oppure se lo mangia la tartaruga. Il fatto è che il conto non torna mai.
Il calzino fuggitivo a volte ritorna, quando ormai avevo perso le speranze e subito ne sparisce un altro. Forse giocano tutti quanti a nascondino e ovviamente a qualcuno tocca cuccare. E’ un problema diffuso, ed è uno dei misteri più misteriosamente misteriosi che inquietano il genere umano.
Ceste di calzini spaiati che, dico io, dicono tutti, pure se fossero andati a finire sotto il letto, dietro i mobili, in un altro bucato, dentro a una scarpa, prima o poi uscirebbero fuori e si riappaierebbero, e invece no: il secondo calzino scompare inghiottito da qualche entità astrale, scompare nel buco dell’ozono....e tentare di interrogare i miei animali domestici ?…magari ne sanno più di quanto possa immaginare.
Qualcuno dice che, lavati in bucati diversi, magari si tingono e uno non li riconosce più come coppia: niente di più falso. I calzini spaiati hanno fogge completamente diversi, e non credo che il bucato cambi loro anche la trama del tessuto, il modello e il disegno.
L’unica soluzione che ho trovato sarebbe quella di comprare tutti i calzini uguali, ma tutti tutti. Così non sarebbero più spaiati, solo ogni tanto qualcuno rimarrebbe da solo, per un po’ di tempo, ma almeno la mattina non impazzirei a vestirmi...
...ma il mistero non sarebbe comunque risolto.giovedì 16 settembre 2010
Ebbene si,...lo ammetto .-)
Ho avuto la fortuna di conoscere persone talmente belle, da stravolgere totalmente il mio concetto di bellezza. Vi dico Grazie per essere nella mia vita
Ed eccomi qua, a scrivervi e ringraziarvi. Ognuno di voi e tanti altri ancora, a suo modo mi ha lasciato senza parole. Inizialmente non capivo cos'era... A un certo punto i miei occhi hanno cominciato a emozionarsi...Voi siete il regalo più bello che potessi desiderare. Davvero.
E allora vi dico che sono felice e orgoglioso di avere incontrato degli Amici come voi... mi date le motivazioni giuste per continuare e cercare di fare sempre meglio, per potervi dire: "Ecco, questo è il mio nuovo lavoro per voi".
Grazie ancora. Conservo tutti voi, piccoli tesori miei, dentro il mio cuore
Un abbraccio immenso
Calzino
lunedì 13 settembre 2010
Il valore delle parole
L’importanza di dire le cose vere nel momento giusto (estratto da “Il potere delle parole” di Hal Urban)
Le parole gentili costano poco ma rendono molto, possono addirittura cambiarci la vita.
“Le parole hanno il potere di distruggere o di risanare. Quando sono vere e gentili, possono cambiare il mondo” (Buddha)
Ciò che dite e il modo in cui lo dite, può davvero essere importante; spesso parliamo senza pensare e senza essere consapevoli dell’influsso che hanno le nostre parole. Eppure quell’influsso può essere straordinario tanto sugli altri quanto su noi stessi.
Abbiamo bisogno di accrescere la nostra consapevolezza del male che le nostre parole possono fare, e di essere stimolati a riflettere sul fatto che possiamo controllare la nostra lingua. Alcune parole, benché significhino poco sul momento per chi le dice, possono avere un effetto enorme; le parole che spesso diciamo sbadatamente, o lasciandoci trasportare dall’emotività, possono avere un influsso di lunga, lunghissima durata.
Oggi il linguaggio risente di una certa mancanza di educazione. E’ spesso crudo, rabbioso, scortese, in ogni ambiente sociale e in quasi tutte le fasce di età. Il miglior strumento di cui disponiamo per rendere una comunità più civile, virtuosa, corretta è il linguaggio; esso contiene migliaia di parole meravigliose, positive, che promuovono e valorizzano la vita.
Parole gentili dette con garbo, placano spesso un animo superbo; mentre spezzano sovente i vincoli d’amore parole sgarbate, dette con rancore
§ “Pietre e bastoni possono spezzarmi le ossa, ma le parole possono spezzarmi il cuore”.
§ Certe parole provocano profonde ferite e spesso lasciano cicatrici che richiedono molto tempo per guarire.
§ Una volta detta una cosa, non potete più rimangiarvela. E le parole che per essere pronunciate richiedono un secondo possono causare un dolore che dura per anni.
§ Le due frasi che più hanno il potere di risanare un rapporto in crisi sono anche le due che ci riesce più difficile dire: “avevo torto”, “Mi dispiace”.
§ “La vera arte della conversazione non sta soltanto nel dire la cosa giusta al momento giusto, ma, ancor più difficile, nel trattenersi dal dire la cosa sbagliata quando si è tentati di farlo”.
§ Non ci rendiamo conto di quanto spesso ci lamentiamo; più abbiamo e più la vita è facile, più ci lamentiamo. Non compiangersi, non disperarsi, non diventare cattivi, acidi .. focalizzarsi sulle cose che funzionano nella vita ed esserne grati.
§ Noi siamo ciò che siamo per via di ciò che ci entra in mente.
§ Nella quiete del primo mattino con una tazza di caffè fumante, qualcosa di incoraggiante da leggere ha un effetto positivo per il resto della giornata.
§ Fare in modo che i cuori da cui le nostre parole escono abbiano in sé qualcosa di buono.
§ L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae volta fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore (luca 6,45).
§ Ogni volta che apriamo bocca riveliamo qualcosa di noi stessi.
§ Le nostre parole sono il riflesso di quanto sta accadendo dentro di noi … esaminando il nostro linguaggio riusciamo a conoscerci meglio.
§ Anche quando cerchiamo di nascondere i nostri sentimenti le nostre parole rivelano ciò che è riposto in noi.
§ “Il bene più lo si diffonde, più cresce rigoglioso”
§ Rispettate il potere delle parole, sceglietele con cura (antico detto cinese)
§ “La nostra vita è determinata dalle scelte, non dal caso”. Una delle scelte importanti riguarda il modo in cui trattiamo gli altri: “Possiamo avvilirli o rincuorarli. Possiamo essere egoisti e irrispettosi o generosi, gentili e disponibili” e facciamo queste cose principalmente attraverso il linguaggio.
§ Rendersi conto dell’influsso che la nostra scelta delle parole può avere sugli altri: * alcune parole entrano nel nostro corpo e ci fanno sentire bene, pieni di speranza, felici, pieni di energia, entusiasti e scherzosi e allegri. * oppure possono abbatterci, entrano nel nostro corpo e ci fanno sentire tristi, amareggiati, depressi e alla fine ci fanno ammalare - rendersi conto del potere di cui dispongono le parole se solo sono scelte saggiamente.
§ Come salutiamo il nostro prossimo è una scelta: i buoni saluti creano rapporti migliori, maggior energia, maggior divertimento.
§ “non è tanto ciò che dici, quanto come lo dici. Non è tanto il linguaggio che usi, quanto il tono in cui lo porgi”.
§ Il tono della nostra voce può essere altrettanto e, talvolta, anche più importante delle parole che usiamo.
§ I nostri corpi parlano … sorrisi e gesti amichevoli sono l’accompagnamento ideale di parole gentili.
§ “Se vuoi avvicinarti a chi ti sta intorno, sii consapevole del potere della comunicazione, che è in mano tua”.
§ Un tocco gentile o un abbraccio caloroso, offerti nel contesto opportuno, possono essere un modo estremamente valido per rafforzare le nostre parole.
§ Talvolta, tacere è la decisione più saggia.
§ Sviluppare l’abitudine di pensare prima di parlare (scegliere con maggior attenzione le parole) è il primo passo verso una migliore capacità verbale.
§ “voi potete facilmente accrescere la somma totale della felicità di questo mondo. Come? Elargendo qualche parola di sincero apprezzamento a qualcuno che è solo e scoraggiato. Voi forse domani avrete già dimenticato le parole gentili dette oggi, ma chi le riceverà le terrà care per tutta la vita”.
§ “Il miglior uso che ciascuno di noi può fare di ogni giorno è gioirne, e poi estendere ad altri la propria gioia. Celebriamo l’oggi”.
§ Ci sono tante buone cose da dire: tutto ciò che dobbiamo fare è guardarci intorno.
§ Cercate il bene, negli altri e in ogni situazione.
§ Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri (lettera ai filippesi 4,8).
§ Cercate il bene anziché il male, il giusto anziché l’iniquo, la bellezza anziché la bruttura, la gioia anziché il dolore. Fatelo, e avrete sempre qualcosa di buono da dire.
§ Ogni parola che diciamo è un’opportunità di mutare il male in bene.
§ Sono convinto che il mondo sarebbe un posto migliore e più felice, se imparassimo a parlare più di ciò che funziona che di ciò che non va. Abbiamo così tanto da celebrare!
§ Anziché focalizzarsi sugli errori, porre l’accento su ciò che ha fatto o che avrebbe potuto fare.
§ Quando facciamo bene qualcosa, e questo ci viene riconosciuto, siamo stimolati a fare ancora meglio in futuro: un elogio sincero fa emergere il meglio che c’è in noi.
§ Se lo vogliamo, possiamo cambiare le nostre abitudini e i nostri schemi di linguaggio: riconoscere il problema è il primo passo per risolverlo.
§ Le nostre parole scaturiscono da ciò che immagazziniamo nella nostra mente.
§ Le parole buone che entrano in noi all’inizio della giornata possono avere un effetto positivo sul modo in cui parliamo per il resto della giornata.
§ “Il bisogno più profondo della natura umana è il desiderio di sentirsi importanti”: troppe persone hanno la sensazione di non contare, di non essere importanti.
§ Non c’è nulla di più importante di un incoraggiamento.
§ “ciascuno di noi attraversa momenti in cui si trova a un bivio e non sa che direzione prendere. Poi arriva qualcuno che ci dice le parole giuste che ci fanno decidere”. Queste parole ci restano impresse e restano con noi per il resto della nostra vita.
§ Guardatevi intorno. Troverete tante persone che arricchiscono la vostra qualità di vita. Diteglielo. La maggior parte di loro ha bisogno di sentirselo dire, di tanto in tanto. Farete sentire bene due persone: l’altra e voi stessi.
giovedì 9 settembre 2010
Se una scrivania in disordine denota uno spirito confusionario, che dire di una scrivania vuota?” A. Einstein
Devo ammetterlo…pur facendo di tutto alla fine ritorna….il disordine dico!
Proprio non riesco! Eppure i buoni propositi ci sono tutti…ma la mia stanza si riempie ogni volta che tento di rimettere le cose a posto (calzini compresi….s’intende eh eh eh ehe hehehehehe).
Quest’estate guardavo la mia auto…e pensavo “fosse ancora più grande chissà cosa ci metterei dentro..una seconda casa…tutto alla rinfusa…”
In un dato istante sembrava addirittura che la marea di roba (tenda, zaini, sacchi a pelo…valigia clown…cianfrusaglie varie..ecc ecc) si fosse stufata di stare nel portabagagli (già molto ampio) e avesse voglia di stare lì sul sedile posteriore a godersi il viaggio come appoggiata allo schienale anteriore - sorniona e beata, interessata sommariamente ai discorsi che facevo.
In tutto questo c'è chi dice che non posso appartenere al segno zodiacale al quale la stella mi ha affidato..."no no, sarai un gemelli!!!" Bohhhhhh.....mi chiedo "ma perchè sono in due? uno ordina e l'altro passa e fa un casino?"
In tutto questo c'è chi dice che non posso appartenere al segno zodiacale al quale la stella mi ha affidato..."no no, sarai un gemelli!!!" Bohhhhhh.....mi chiedo "ma perchè sono in due? uno ordina e l'altro passa e fa un casino?"
Alla fine delle vacanze, tornato in ufficio ritrovo la mia scrivania………il Kaos…così come l’avevo lasciata….un po’ meno devo dir la verità…(sante manine della ragazza che mette in ordine!!!)……ma pur sempre inagibile. Ed è lì che mi incomincio a preoccuparmi…. mi metto allora alla ricerca sulla rete di non so quale risposta, forse un pò per tranquillizzarmi...e...UDITE UDITE....ecco cosa trovo...Disordinati cronici, dalle scrivanie d’ufficio caotiche e “scompigliate”, aprite bene le orecchie:
il disordine funziona, mentre l’ordine fa perdere tempo prezioso. Probabilmente, in cuor vostro, l’avete sempre saputo, ma a sostenervi vi è addirittura un professore di management della Columbia University, Eric Abrahamson , che ha dedicato un intero libro all’argomento.
La sua tesi: il lavoratore disordinato impiegherebbe il 36% di tempo in meno, rispetto ai colleghi, a ritrovare i documenti di cui ha bisogno, rendendosi così indispensabile al buon funzionamento dell’impresa. La possibilità, inoltre, di trovare un numero di telefono perso, un’idea annotata o un documento importante, aumenterebbe di gran lunga nel “caos organizzato” del tavolo da lavoro. Senza tener conto che un eccesso di rigidità e ordine porrebbero non pochi ostacoli alla creatività…
D’altra parte Einstein stesso osservava: “Se una scrivania in disordine denota uno spirito confusionario, che dire di una scrivania vuota?”…
Evviva allora cartelloni, fogli, foglietti, libri e penne sparse in ogni angolo del piano; pc, telefoni e matasse di fili di corrente…e che la confusione cominci a dare i suoi frutti!!
domenica 5 settembre 2010
venerdì 3 settembre 2010
PREAMBOLO ALLE ISTRUZIONI PER CARICARE L'OROLOGIO - JULIO CORTAZAR
Pensa a questo:
quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria.
Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini;
non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso.
Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio;
ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono.
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa.
Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi.
Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell’orologio.
quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria.
Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini;
non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso.
Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio;
ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono.
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa.
Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi.
Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell’orologio.
Oggi sento di scrivere questo....in sonorità portoghese
Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.
Se sogniamo che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua, è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa, se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.
Sognare è il mezzo che l'anima ha perché non le fugga mai ciò che fuggirebbe se smettessimo di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo un amore che ha smesso di essere sognato fatto materia e che si cerca sulla terra.
Pedro Salinas
venerdì 13 agosto 2010
Crescendo impari che la felicità...
Crescendo impari che la felicità non é quella delle grandi cose.
Non é quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non é quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
Non é quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
La felicità non é quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità é fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffé al mattino é un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità é fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l'amore é fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo é una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'é felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'é qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'é nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
PAULO COEHLO
mercoledì 4 agosto 2010
La Curiosità
Che cos’è la curiosità?
La curiosità è uno degli ingredienti più stimolanti della creatività. È l’istinto che spinge gli esseri viventi, animali compresi, ad esplorare territori fino a quando ne scoprono i limiti. Ed è anche ciò che spinge il bambino a provare e riprovare e riprovare fino a quando incontra…il divieto dei genitori.
La forza della curiosità nasce, appunto, da questo impulso ingenuo a giungere di là del conosciuto, ad affrontare l’incerto, ad allargare il proprio patrimonio arricchendolo con le proprie esperienze, riuscite o fallite: impariamo molto di più dai nostri errori che dai nostri successi.
Meglio delle definizioni del dizionario, le analogie permettono di comprendere ciò che è la curiosità. Alcune mettono molto bene in evidenza la sua funzione di starter, in questo caso la curiosità diventa la scintilla che accende il fuoco, il colpo di pistola che segnala la partenza ai concorrenti. Altre le danno un ruolo illuminante per cui essa diventa il faro che mostra la strada ai naviganti oppure insistono sul suo ruolo di stimolazione o eccitazione, per cui essa diventa la spezia che potenzia il sapore di una ricetta, la domanda che provoca una risposta. Altre ancora ne fanno lo strumento stesso della creazione: è il pennello che dipinge la tela, la bacchetta che dà il suo potere alla fata.
Altre analogie, infine ci fanno ricordare che la curiosità è anche portatrice di rischi: è la spina che si frappone tra noi e la rosa, la mela che Eva, su suggerimento del serpente, offre ad Adamo, che l’accetterà.
mercoledì 14 luglio 2010
Inesorabilmente si avvicina... Raduno Internazionale di Ridere per Vivere 2010_Terni...Il Ventennale!
Il 15 - 16 - 17 - 18 LUGLIO 2010
...sarà un RADUNO SPECIALE!...a venti anni dell'introduzione della comicoterapia in Italia...a quindici anni dalla fondazione dell'associazione RIDERE PER VIVERE
ecco a voi.......la gioia in movimento !
vai su http://www.riderepervivere.it/
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